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dig: guida essenziale per interrogazioni DNS

·246 parole·2 minuti
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Specs, Bugs and Log Console

Contesto
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dig è lo strumento standard per interrogare server DNS e analizzare la risoluzione dei nomi. È più preciso e scriptabile rispetto a nslookup.

Installazione
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Debian/Ubuntu:

sudo apt update
sudo apt install dnsutils

Fedora/RHEL:

sudo dnf install bind-utils

Arch Linux:

sudo pacman -S bind

Verifica:

dig -v

Procedura
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1. Query base (record A)
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dig esempio.com

Mostra tutte le sezioni; il dato utile è in ANSWER SECTION.


2. Output minimale (script-friendly)
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dig esempio.com +short

Restituisce solo l’IP:

192.0.2.1

3. Query record specifico (MX)
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dig esempio.com MX

4. Query nameserver (NS)
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dig esempio.com NS

5. Verifica alias (CNAME)
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dig alias.esempio.com CNAME

6. Reverse lookup (PTR)
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dig -x 192.0.2.1

7. Usare un DNS specifico
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dig @8.8.8.8 esempio.com

8. Trace completo della risoluzione
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dig esempio.com +trace

Mostra l’intero percorso: root → TLD → autoritativo.


9. Query senza sezione extra
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dig esempio.com +noall +answer

Output pulito, utile per parsing.

Esempi pratici
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Confronto tra resolver:

dig esempio.com @1.1.1.1 +short
dig esempio.com @8.8.8.8 +short

Debug DNS interno:

dig servizio.local @192.168.1.1

Verifica propagazione DNS:

dig esempio.com @8.8.8.8
dig esempio.com @1.1.1.1
dig esempio.com @9.9.9.9

Errori comuni
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  • Confondere NXDOMAIN (dominio inesistente) con problemi di rete
  • Usare +short quando serve contesto diagnostico
  • Interrogare resolver cache invece del server autoritativo

Note operative
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  • dig non usa sempre /etc/hosts (dipende dalla configurazione resolver)
  • TTL basso indica propagazione recente o configurazione dinamica
  • +trace ignora resolver locali: utile per debug reale

Riferimenti
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