Contesto #
dig è lo strumento standard per interrogare server DNS e analizzare la risoluzione dei nomi. È più preciso e scriptabile rispetto a nslookup.
Installazione #
Debian/Ubuntu:
sudo apt update
sudo apt install dnsutilsFedora/RHEL:
sudo dnf install bind-utilsArch Linux:
sudo pacman -S bindVerifica:
dig -vProcedura #
1. Query base (record A) #
dig esempio.comMostra tutte le sezioni; il dato utile è in ANSWER SECTION.
2. Output minimale (script-friendly) #
dig esempio.com +shortRestituisce solo l’IP:
192.0.2.13. Query record specifico (MX) #
dig esempio.com MX4. Query nameserver (NS) #
dig esempio.com NS5. Verifica alias (CNAME) #
dig alias.esempio.com CNAME6. Reverse lookup (PTR) #
dig -x 192.0.2.17. Usare un DNS specifico #
dig @8.8.8.8 esempio.com8. Trace completo della risoluzione #
dig esempio.com +traceMostra l’intero percorso: root → TLD → autoritativo.
9. Query senza sezione extra #
dig esempio.com +noall +answerOutput pulito, utile per parsing.
Esempi pratici #
Confronto tra resolver:
dig esempio.com @1.1.1.1 +short
dig esempio.com @8.8.8.8 +shortDebug DNS interno:
dig servizio.local @192.168.1.1Verifica propagazione DNS:
dig esempio.com @8.8.8.8
dig esempio.com @1.1.1.1
dig esempio.com @9.9.9.9Errori comuni #
- Confondere
NXDOMAIN(dominio inesistente) con problemi di rete - Usare
+shortquando serve contesto diagnostico - Interrogare resolver cache invece del server autoritativo
Note operative #
dignon usa sempre/etc/hosts(dipende dalla configurazione resolver)- TTL basso indica propagazione recente o configurazione dinamica
+traceignora resolver locali: utile per debug reale